Distro out of the box… Quando usarle? Qual’è la scelta giusta? 1˙ parte

Nel weekend ho avuto modo di provare deepin 15.5 beta, a cui aggiungo le prove che vanno avanti da mesi ormai su Ubuntu e la recente su Elementary…

Nota a margine: Linux Mint che tengo da sempre su uno dei miei laptop, ma che tende ad uscire da questa definizione in quanto è comunque estremamente personalizzabile e adattabile a differenza delle altre sopracitate.

Questa mia riflessione non vuole essere un confronto fra distro o una recensione di parte, ma semplicemente una raccolta di sensazioni, idee e sentimenti che mi hanno attanagliato durante le prove.

Questo articolo nasce dalla necessità di avere un sistema pronto all’uso non avendo il tempo di configurare un pc o dalla necessità di installare GNU/Linux ad amici e parenti senza che il mio telefono si trasformi in quello di un DS durante il calciomercato!!

Cosi eccomi a fare varie prove… Naturalmente per un sistema in ambito desktop, mettendomi nei panni di un social-user senza esperienze e capacità rilevanti.

L’incompiuta…

Ubuntu è la distro che ho visto nascere, che ho amato ed odiato… come dire, la classica ex ragazza per cui proverai sempre qualcosa, ma che pian piano scivola dal cuore per restare solo un bel ricordo della gioventù.

La prova della 17.10 è andata abbastanza bene, nel senso che con pochi passi è pronta all’uso, ma…

Ubuntu da sempre non è una distro amichevole se ami la personalizzazione. Inoltre se Unity poteva essere usato sui touch, Gnome sembra nascere per il touch: questo relega l’esperienza user di mouse e tastiera a qualcosa di macchinoso, quasi antico e facendo crescere una sorta di disagio esponenziale ogni qualvolta mi si pone di fronte un azione da fare che verrebbe automatica eseguire col touch e invece diviene macchinosa fatta da mouse o tastiera!!!
Inoltre i suoi cambi di rotta nello sviluppo stanno conducendo in una direzione da scoprire, un futuro nebuloso all’orizzonte unito ad una nuova apertura alla community che il tempo dirà quanto sincera, reale, continuativa potrà essere (ad esempio la richiesta di aiuto per la scelta di un nuovo tema (partendo come base per quello che doveva essere unity 8).

La difficoltà forse maggiore la si incontra per chi, come me, è abituato a smanettare e cambiare impostazioni, DE o quant’altro: l’errore è sempre dietro l’angolo!!
La cosa migliore che offre è un riconoscimento hardware praticamente infinito. Comprensivo di driver per qualsiasi cosa vi venga in mente.
Una documentazione enciclopedica a corredo di una infinita quantità di user pronti a offrirvi il cambio distro!!

Nota a termine, non mi definite Ubuntu una derivata di Debian: ad oggi le due distro non hanno più nulla in comune, se non apt e i .deb!!

La Cinesata…

Deepin è la distro che ultimamente, sopratutto in Italia, sta riscuotendo parecchi adepti e successo. Da un anno la uso e la provo di tanto in tanto sul laptop di mia moglie: che dire, la distro era una derivata Ubuntu, adesso passata a debian sid, di conseguenza si nota una “certa” instabilità nel sistema quando si cerca di  “adattarlo” sulla macchina installata.
Sebbene l’azienda che ne cura lo sviluppo si dichiari community-driven e in qualche modo effettivamente ne segue indicazioni e consigli, spesso mi cade nello sviluppo di software closed source collegata all’OS (esempio l’app per telefono per le presentazioni e l’installazione di WPS Office)!!
Il sistema in quanto a personalizzazione è praticamente zero, infatti la possibilità di inserire nuovi temi, icone, puntatori è pressoché nulla. Non esiste una top bar ufficiale e quella in sviluppo da un membro della community è davvero troppo instabile, nella dock bar se si spostano le icone, al riavvio successivo torneranno sempre alla loro posizione di default.

Il deepin software center inoltre risulta lento anche sostituendo i mirrors originali con quelli italiani. Infine, nota assolutamente negativa, l’installazione di software da apt può generare inspiegabilmente piccoli errori: ad esempio libreoffice non integrato nell’interfaccia grafica.

Inoltre l’interfaccia nasce come fork di gnome ed è migrato a qt, generando una pesantezza del sistema davvero pachidermica (circa 1.1 giga di ram occupata).
Deepin ha in pratica adottato l’idea di Apple: ovvero un sistema quasi impossibile da personalizzare, uguale per tutti ad eccezione di software aggiuntivo installato e wallpaper!! Peccato però, che i sistemi Apple presentano quasi zero errori!!!

Di buono il control center, sebbene bloccato nella parte destra dello schermo e poco utilizzabile su schermi piccoli… Presenta tutte le funzioni che altri DE dividono su più parti, interessante la possibilità di configurare graficamente Grub.

L’Americanata…

Ultimo sistema che ho provato è Elementary OS… Beh, qui, chi ha mai avuto a che fare con un Mac potrebbe non essere in grado distinguere i due sistemi fin quando non si nota l’assenza della mela!!! Detto ciò, il sistema si basa su core Ubuntu, di default ha disabilitato l’utilizzo di PPA. Come OSX, da cui deriva, ha zero possibilità di personalizzazione grafica, la scrivania bloccata e costringe all’utilizzo dei software predisposti quasi “sconsigliando” l’uso del terminale.

Ha di buono un “vademecum” per lo sviluppo di software dedicato che si integra perfettamente nel design della distro. Peccato che spesso tali software sono instabili e crashano frequentamente (vedere e provare eddy, alternativa a gdebi per dimostrazione).

Di contro devo dire che una volta installato il meta pacchetto ubuntu-main-restricted e installati i driver necessari (obbligatoriamente da software center per non incappare in problemi) e il proprio browser preferito (il sistema di default pre-installa epiphany) il sistema è praticamente pronto all’uso…
Peccato che ho riscontrato parecchi problemi ad installare e configurare la stampante che altre distro invece riconosco e configurano da sole appena inserita la usb. Il mio tentativo di aggiornare hplip si è scontrato con la mancanza di pacchetti, dipendenze e versioni aggiornate dei pacchetti presenti nei repository..
Nel 2017, per una distro che vuole essere out of the box e dannatamente semplice da utilizzare, la trovo una cosa aberrante e sconfortante che può allontanare nuovi utenti più di un kernel panic.

Nel complesso la distro si presenta tanto bella che quando si prova a passare ad altri sistemi si ha la lacrimuccia.

MENTUCCIA…

Ad oggi il giusto compromesso ritengo ancora essere Linux Mint che unisce personalizzazione e stabilità… un’interfaccia grafica elegante e semplice, un cuore Ubuntu da gestire in modo semplificato con le giuste patch e personalizzazioni per rendere il sistema stabile e veloce!
Lo stesso ciclo di rilascio favorisce l’utilizzo per tutti, in quanto si garantisce un ciclo di aggiornamento annuale e praticamente zero problemi negli avanzamenti di versione che su Ubuntu e Deepin qualche problema di strascico tendono a portarselo dietro.

Non credo, ci siano altre distro, che possano essere definite out of the box.
Con l’eccezione… forse… di Korora e PcLinuxOS, che però sinceramente necessitano di diverse configurazioni, seppur minime.
Mageia e OpenSuse, invece, necessitano di conoscenze più approfondite per non far danni tramite i sistemi grafici di gestione che mettono a disposizione, sistemi che permettono di toccare parti delicate del sistema come kernel, Grub, firewall e driver ma non solo!!

Personalmente faccio fatica ormai ad usare qualcosa che non sia Manjaro o una derivata di arch… Però ad un social-user consiglierei tutta la vita Mint.

E per favore… Non ditemi che le arch-based (che sia Manjaro o altro…) sono adatte a chi non mastica l’informatica! Sarebbe come dire che tutti possiamo guidare una Ferrari o una Lamborghini, salvo schiantarci alla prima curva!

Che dire questa è la mia esperienza… e le mie opinioni in quanto tali sono opinabili e discutibili, ma sempre mie sono!!!

Continua

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Giovanni Brancato

Sono nato a Palermo, ma vivo alla Spezia da quando ho 9 anni.
Sono un appassionato di informatica… da sempre, perlomeno da quando a 5 anni misi le mie mani su una tastiera di un Olivetti con win 3.1 e Geos.

Linux l’ho conosciuto per caso nel 2000.. Dal 2007 uso solo GNU/Linux e in quegli anni ho iniziato a guardare aldilà del semplice utilizzo del software e del pc, conoscendo e amando la filosofia di Stallmann e di GNU!

La mia crescita prosegue conoscendo e utilizzando OpenSolaris e i sistemi BSD.
Cerco di diffondere il Free Software e la sua filosofia in quanto sono fermamente convinto che sia l’unica cosa che le multinazionali e i governi non potranno mai rubarci, la nostra libertà!!

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